Elisa // Blogosfere staff

Oliviero Toscani, l’Urlo di Munch contro l’anoressia sotto gli occhi di tutti

L’anoressia urla attraverso il corpo nudo e fragile di Isabelle Caro, urla dalle pagine dei giornali, dalla cartellonistica e dalle fotografie che Oliviero Toscani ha scattato per la campagna shock di No-Lita. No-Anorexia, il no all’anoressia non poteva arrivare in modo più violento i im-mediato e mediatico, senza filtri, senza commenti e senza controllo.

Le abbiamo viste tutti, volenti o nolenti, lungo le strade e tra un articolo e l’altro dei quotidiani cartacei e non. Oggi La Repubblica dedica una fotogallery al corpo scheletrico della modella francese, 27 anni per poco più di 30 chili, che possono scendere a poco più di 20.

Lei si presenta anche attraverso un blog che contiene altre fotografie, immagini pericolose secondo l’ABA, associazione specializzata in cura e prevenzione dei disturbi alimentari, che legge nella campagna pubblicitaria il rischio di emulazione: possibile?

Il blog di RadioRock parla di anoressia culturale:

E’ una società degli eccessi ed ogni eccesso ha una storia dolorosa alle spalle. Olivieri ha fotografato un eccesso per spaventare e per rifletterci una delle figlie della estremizzazione. La giovane francese dice:- Soffro di anoressia da quando avevo 13 anni a causa di una infanzia difficile. Voglio guarire perché amo la vita, spero che la mia foto faccia capire ai giovani i pericoli di questa malattia-.

Ovvie le polemiche: Olivieri straguadagna sulle disgrazie, questa spettacolarizzazione non serve a nessuno, e via così…Insomma, se si guadagna bene non si può uscire dal coro, non si deve fare vedere sangue sulle magliette, non si può esporre l’AIDS, non si deve illuminare qualche angolo buio della società (pena di morte) o di istituzioni religiose (amore tra religiosi). “Tu fai il fotografo, non rompere”.

Io ho capito perché mia figlia nei suoi primi disegni si raffigurava bionda, con gli occhi azzurri nonostante fosse, ed è, castana con occhi marroni (come il papà, accidenti). Il suo ideale erano le Winx, cartoni italiani ( ed il carattere mediterraneo?) in cui svolazzano, tra le altre, eroine bionde, occhi azzurri, magrissime e bellissime! Fortuna che poi è arrivato Shrek!!

E se dal mondo della moda arriva l’apprezzamento degli stilisti, non è d’accordo l’ABA, Associazione senza fini di lucro impegnata dal 1991 nel campo della prevenzione, informazione e ricerca su anoressia, bulimia, obesità e disturbi alimentari:

La nuova campagna shock realizzata per il marchio Nolita, campagna “No Anorexia” si serve di un’immagine che non provoca effetti in chi è malato e si vede allo specchio tutti i giorni. Questo tipo di comunicazione innesca forti meccanismi di emulazione in donne, giovani e bambine che vi ritrovano un ideale da raggiungere a tutti i costi, per diventare visibili e famosi.
Come Presidente dell’ABA denuncio il vuoto dello Stato di questo Paese che oggi, salvo in occasione delle sfilate, non prende coscienza fino in fondo, della gravità della patologia anoressico-bulimica.

Per contro Toscani si chied: Sono anni che mi interesso al problema dell’anoressia. Chi ne è responsabile? La comunicazione in generale? La Televisione? La moda?

Ma parole come quelle del presidente dell’ABA fanno riflettere e ci pongono davanti alla realtà dell’anoressia, incomprensibile per chi la conosce: come è possibile che ragazze e donne adulte desiderino imitare un esempio di magrezza tanto estrema? Ne avevamo parlato tempo fa qui su Blogosfere Cultura, analizzando una realtà nascosta che online ha uno sviluppo inaspettato. Ecco cosa aveva divulgato una ricerca dell’Università di Torino, non sono solo i 300mila siti web a promuovere l’anoressia, ma anche i video online.


About this entry