Tanto per capire
E’ ormai nota l’esistenza di molti, troppi, blog “pro ana” e continuo a chiedermi perchè la Polizia Postale o chi in questo Stato detiene il potere di oscurare messaggio propagandistici pericolosi per il singolo e la società non oscuri questi spazi virtuali così accessibili a tutti. Basta avere pochissima dimestichezza con l’uso di internet che chiunque può trovare facilmente un sito “pro ana” o “pro mia”.
In questi giorni questo blog sta portando avanti una riflessione che vuole far “pensare prima di comunicare”. Mi rivolgo alle aziende che, come Nolita, affida ai creativi (e non ai sociologi, psichiatri e psicologi) il compito di spiattellare sui mezzi di comunicazione di massa dei messaggi. Tutto il discorso messo in piedi da Fatalerror è appunto quello della pericolosità del gesto compiuto dalla nuova campagna di Oliviero Toscani. Tanto per capirci… su uno dei blog “pro ana” (non metto il link volutamente) recita in un post: “mi tremano le gambe ma sono in piedi. e il mio culone c’è ancora…ma cosa cazzo devo fare per farlo scomparire? non è giusto che mi stia diventando larga anche la prima di reggiseno, e ho ancora la 25 di pantaloni. la vita è ingiusta… si, è vero, ho scoperto l’acqua calda.” Bene. Ora credete, cari signori del marketing, della comunicazione e della creatività, che questa ragazza riesca ad avere gli strumenti necessari per metabolizzare correttamente l’immagine scelta per la nuova sconvolgente pubblicità Nolita? Non credo proprio. Ma continuiamo: “l’anoressia non è sempre una malattia. Ana è uno stile di vita, un canone estetico, la disciplina della mente e l’autocontrollo.” Quello che avete appena letto è un altro pezzo copiato da un blog preso a caso dedicato alla “dea Ana”. Fermatevi un secondo ancora e riflettete bene: queste ragazze pensano di non avere un problema, sono sicure e determinate nel portare a compimento una missione che, ai loro occhi, è buona e giusta. Con gli stessi occhi guardano la pubblicità di Nolita e le sfilate di moda e con invidia nei confronti della magrezza (patologica) altrui continuano la loro marcia verso la conquista della loro meta. Anche io, finchè non ho ammesso di avere un problema, mi guardavo allo specchio e invece di vedere una ragazza di una trentina di chili vedevo una bambinotta cicciottella. Ricordo con dolore la felicità di un particolare momento: il conteggio delle coste a letto e il righello appoggiato dulle punte del bacino che doveva permettere alla mia mano di passarci sotto. Oppure quando riuscivo ad entrare nella 25 dei jeans… o nella 24. Ma continuavo a pensare che fosse una taglia da obesa. Sicuramente se in quegli anni avessi visto la modella anoressica sui cartelloni e sui giornali avrei visto qualcuno più magro di me da battere.
Quante cose a cui lor signori creativi non hanno pensato…
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- Published:
- 10.4.07 / 6pm
- Category:
- anoressia, fatal errors, riflessioni
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